Pnei e Acqua come terapia – il principio dell’osmosi inversa e della ionizzazione.

A cura della Dott.ssa Linda Spezzamonte, Biologa nutrizionista Pnei system Expert

Il principio dell’osmosi fu scoperto dal premio Nobel Jacobus Henricus Van’T Hoff” già nel 1901, quando rilevò che i sali minerali attraggono i liquidi, vincendo la pressione atmosferica anche attraverso ostacoli che offrono resistenza, come i materiali semipermeabili.

È il principio fisico secondo il quale le cellule del nostro corpo possono alimentarsi correttamente.

Infatti, esse sono ricoperte da una membrana semipermeabile che permette loro di filtrare ciò che serve (l’alimento e i sali minerali) e di espellere le sostanze inutilizzate. In natura l’osmosi si

manifesta quando due soluzioni a differente concentrazione salina vengono separate da una barriera semipermeabile. La soluzione più diluita passa attraverso la membrana per andare a diluire la soluzione più salina.

Invertendo questo procedimento, si otterrà l’osmosi inversa: spingendo a pressione una soluzione salina contro una membrana, si otterrà acqua pura. Le impurità, per via delle loro dimensioni, non sono in grado di superare i micropori della membrana.

Nonostante l’impegno profuso a difesa della sua sicurezza, l’inquinamento batteriologico, e ancor più quello chimico, rendono continuamente precario il dominio dell’acqua e le varie legislazioni sono costrette a tollerare la presenza più o meno rilevante di componenti non desiderabili.

La durezza è data dalla quantità di sali di calcio e di magnesio contenuti nell’acqua e viene misurata in Gradi Francesi. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha fissato in 30 Gradi Francesi (300mg/lt) il limite massimo della durezza per l’acqua potabile, anche se la nostra legge ha stabilito in 50 il valore massimo consentito.

Il residuo fisso rappresenta la quantità di minerali inorganici presenti nell’acqua e si ottiene facendo evaporare l’acqua a 180 °C.

L’osmosi inversa consente di modulare il residuo fisso e riteniamo ottimale un residuo fisso intorno ai 100 mg/dl.

L’acqua così ottenuta si presta ad essere ulteriormente trattata mediante il processo di ionizzazione che la rende alcalina e antiossidante. L’acqua ionizzata è il prodotto di una elettrolisi che avviene nello ionizzatore dell’acqua.

L’acqua ionizzata è acqua potabile trattata che viene trasformata in acqua alcalina-antiossidante, ricca di minerali alcalinizzanti altamente biodisponibili e di ossigeno (in forma OH-).

Lo ionizzatore d’acqua è un filtro elettronico collegabile oltre che al normale rubinetto anche al rubinetto dell’acqua già filtrata con osmosi inversa, per effettuare una elettrolisi controllata a basso voltaggio prima che venga bevuta.

Recenti ricerche concorderebbero nel considerare la maggior parte di tutti i minerali contenuti nell’acqua, prevalentemente di origine rocciosa e perciò inorganica, difficilmente o per nulla assimilabili dal corpo umano. Nel tempo, questi ultimi potrebbero creare un affaticamento dell’emuntorio renale depositandosi nei tessuti e favorendo l’insorgenza di malattie croniche (calcolosi renale, arteriosclerosi, deposizione di calcificazioni articolari, gotta).

L’incidenza di queste malattie è generalmente più alta dove l’acqua ha un elevato contenuto di minerali inorganici.

E’ preferibile utilizzare l’acqua alcalina ionizzata lontana dai pasti. Il potenziale di ossidazione dell’acqua acida ossidata la rende invece un buon agente sterilizzante, utile per lavarsi le mani, lavare gli alimenti o gli utensili da cucina e per trattare piccole ferite ed eczemi.

 

L’acqua alcalina ionizzata apporta i seguenti importanti benefici:

  • è priva di ogni tipo di inquinamento (metalli pesanti, cloro, batteri, ecc.);
  • aiuta l’organismo ad eliminare gli acidi e le scorie prodotti dal metabolismo quotidiano favorendo la depurazione del corpo;
  • aiuta l’organismo ad eliminare i radicali liberi prodotti da malattie, invecchiamento, farmaci e stress.

L’acqua ripolarizzata e con una dimensione molecolare più piccola di quella del rubinetto o della bottiglia penetra più facilmente nelle cellule e aumenta l’idratazione del corpo.

Nella nostra esperienza di operatori Pnei consigliamo di bere acqua a pH superiore a 8.5 lontano dai pasti come una vera e propria terapia alcalinizzante mentre riteniamo idonea l’acqua depurata ad osmosi inversa e/o acqua a pH 7-7.5 per usi gastronomici e per il consumo a tavola.

 

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